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diario yleia

Sono giunta alla conclusione che il perno su cui ruota la mia malattia è la mia paura,anzi le mie paure. Tutti i miei sintomi sono il palliativo di queste paure. Se le guardo tutte insieme mi sembrano un muro insormontabile: come ho detto alla dottoressa devo affrontarle una per una, mattoncino dopo mattoncino; non mi resta che scegliere da dove cominciare.

Una delle mie paure più grandi, se non proprio la più grande, è la paura del mio corpo. Non posso vivere se passo il 100% del mio tempo a odiare ogni centimetro del mio corpo, perché questa paura mi porta a desiderare la scomparsa della mia massa fisica e a farlo con metodi auto lesivi. Finchè odierò il mio corpo non avrò mai un attimo di pace.

Solo mi chiedo: da dove comincio? Come faccio?

Oggi per la prima volta mi sono fatta fare un massaggio. Non ero mai riuscita a farmi mettere le mani addosso da nessuno; ma a parte la paura, è stato piacevole. Forse questa è la chiave: delle piccole gratificazioni quotidiane che mi aiutino pian piano ad associare al corpo non solo malessere, paura, vergogna, ma anche un briciolo di piacere. Forse così riuscirò a superare la paura di sentirmi e di mostrarmi, vedermi ed essere vista.

 

Yleia   

    

Pubblicato il 26/11/2011 alle 2.19 nella rubrica Le ragazze di Villa dei Fiori, un fiore nel deserto.

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