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22 novembre 2008


 
Che cos’è la psicosi?

Il termine psicosi viene usato per descrivere i disturbi che influiscono sulle funzioni mentali, con conseguente perdita del rapporto con la realtà. Se una persona ha un disturbo simile si dice che abbia sofferto di un episodio psicotico. La psicosi è molto comune e si riscontra prevalentemente nei giovani. Gli episodi psicotici colpiscono 3 giovani su 100 per cui è una malattia molto più comune del diabete. La maggior parte dei giovani si rimette completamente. La psicosi può colpire chiunque ed è curabile come qualsiasi altra malattia. 


HieronymusBosch:La Nave dei Folli




Quali sono i sintomi?

La psicosi può portare a cambiamenti dell’umore e delle funzioni mentali ed all’insorgere di idee anormali, per cui è molto difficile capire lo stato d’animo in cui si trova il paziente.  Per poter capire la psicosi è utile raggruppare insieme i sintomi più caratteristici.

Confusione delle funzioni mentali

Le funzioni mentali relative alla vita di tutti i giorni diventano confuse o non seguono una successione logica. La persona si esprime con frasi poco chiare o che non hanno alcun senso ed ha difficoltà a concentrarsi, a seguire una conversazione o a ricordarsi le cose. Le sue funzioni mentali par che siano molto rapide o molto lente.

Convinzioni false

La persona che soffre di un episodio psicotico è comune che abbia convinzioni false, tali convinzioni prendono il nome di deliri. Essa è convinta che le sue deliri siano vere al punto che anche il discorso più logico non riesce a farle cambiare idea. Per esempio potrebbe essere convinta che le automobili parcheggiate normalmente per strada siano automobili della polizia che la tengono sotto sorveglianza.

Allucinazioni

La persona che si trova in uno stato di psicosi vede, sente, odora o prova cose che in realtà effettivamente non esistono. Per esempio potrebbe udire voci che nessun altro riesce ad udire o potrebbe vedere cose inesistenti. Le cose potrebbero avere un sapore o un odore come se fossero avariate o addirittura avvelenate.

Cambiamenti emotivi

Lo stato emotivo della persona che soffre di psicosi potrebbe cambiare senza un motivo apparente. Per esempio potrebbe sentirsi strana ed esclusa dalla realtà e potrebbe percepire il mondo che la circonda in maniera lontana ed astratta. Gli sbalzi di umore sono comuni per cui potrebbe sentirsi insolitamente eccitata o depressa oppure potrebbe chiudersi in sé stessa o comportarsi freddamente nei confronti degli altri.

Cambiamenti comportamentali


L’individuo che soffre di psicosi si comporta in modo diverso dal solito. Può essere estremamente attivo o letargico oppure può rimanere tutto il giorno senza far niente. Talvolta ride quando non è il caso o va in collera oppure è sconvolto senza una causa apparente. Spesso i cambiamenti comportamentali sono correlati ai sintomi sopra descritti. Per esempio una persona che crede di essere in pericolo potrebbe chiamare la polizia mentre un’altra che crede di essere Gesù Cristo potrebbe mettersi a predicare tutto il giorno all’angolo di una strada. C’è chi smette di mangiare perchè si preoccupa che il cibo sia avvelenato o non riesce a dormire perchè ha paura di qualcosa.

Se desiderate ulteriori notizie su questo argomento potete lasciare un vostro commento sul post o scriverci su villa.fiori@libero.it


3 maggio 2008


 La psicosi è curabile come le altre malattie e la maggior parte dei malati si rimette bene.

Che cosa comporta la terapia?

La prima fase della terapia comporta una visita di valutazione. Questo vuol dire che il paziente deve sottoporsi ad una serie di interviste con uno specialista della salute mentale es. uno psichiatra, uno psicologo o un infermiere psichiatrico comunitario. Lo specialista passerà del tempo per conoscere bene il paziente e per parlare con i suoi familiari ed amici. Il medico organizzerà anche analisi del sangue e radiografie per escludere che i sintomi psicotici non siano dovuti a problemi di carattere fisico. Questo periodo è causa di paura e di confusione per tutte le persone coinvolte per cui c’è bisogno di avere una gran tolleranza e rassicurazione.

È quindi importante nei limiti del possibile instaurare un buon rapporto che sia basato sulla fiducia. Lo specialista basandosi sulle informazioni avute dal paziente, dagli amici e dai familiari e sull’esito dei test e delle analisi potrà avere un’idea sul tipo di psicosi, sulle cause e sulle possibili terapie. Talvolta i sintomi psicotici svaniscono rapidamente ed il paziente riprende immediatamente una vita normale, mentre altre volte ci vogliono parecchie settimane o anche mesi prima che si rimetta. Come è il caso nelle altre malattie, egli vorrà trascorrere un periodo di convalescenza oppure vorrà provare terapie alternative. Per poter determinare la miglior terapia possibile occorre prendere in considerazione i seguenti fattori: preferenze personali, gravità dei sintomi psicotici e loro durata e la causa apparente.

Farmaci

I farmaci sono della massima importanza nella cura della psicosi ed insieme ad altri trattamenti, hanno un ruolo fondamentale nella guarigione e nella prevenzione di altri episodi psicotici. Ci sono numerosi farmaci di diverso tipo che sono molto efficaci per ridurre i sintomi della psicosi e per alleviare l’ansietà e l’angoscia che ne derivano.

La terapia ha inizio con un basso dosaggio di farmaci. Il medico stabilirà l’orario e la dose in cui vanno presi e controllerà per vedere se dovessero verificarsi degli effetti collaterali, in tal caso o cambierà il farmaco o diminuirà il dosaggio. Questo è cruciale per evitare spiacevoli effetti collaterali che potrebbero portare al rifiuto del farmaco da parte del paziente che è fondamentale ai fini della guarigione.

Terapia psicologica

Un importante aspetto della terapia sta nel poter parlare con qualcuno. Il metodo esatto potrebbe variare per soddisfare le esigenze individuali del paziente e la fase dell’episodio psicotico. Un individuo che si trova nella fase acuta di una psicosi potrebbe semplicemente voler sapere che c’è qualcuno che può capire la sua esperienza e che può rassicurarlo che si rimetterà. Col progredire della fase di ricupero , egli potrebbe chiedersi “perchè questo è capitato proprio a me?” ed imparare mezzi pratici per prevenire l’insorgenza di altri simili episodi, per esempio come gestire lo stress e come riconoscere i segni premonitori di una crisi psicotica.

La terapia psicologica può aver luogo su una base individuale o di gruppo.


12 aprile 2008


Come debbo comportarmi nei confronti di una persona affetta da psicosi?

Se ti trovi insieme ad una persona in uno stato psicotico e che si comporta in modo strano, potresti aver paura o magari provare un senso di frustrazione. L’importante è tener presente che è sempre tuo figlio, figlia, moglie, marito, partner o amico. Se una persona non sta bene è difficile che sia quella di sempre. Spesso le famiglie e gli amici chiedono ai medici come dovrebbero comportarsi o parlare con una persona che si trova in uno stato psicotico. In questi casi non ci sono regole fisse, tuttavia i seguenti accorgimenti possono essere utili.


Sii te stesso.

Sii informato e tieni presente che si comporta o parla in modo diverso dal solito a causa deisintomi psicotici.

Tieni presente che i sintomi psicotici sono stressanti per tutti e che potresti provare una ridda di emozioni - shock, paura, tristezza, rabbia, frustrazione, disperazione.

Parla con altre persone perchè ti sarà utile per far fronte a queste emozioni. Abbi fede che si rimetterà - anche se ci vorrà del tempo.

Sii paziente.

Quando si trova nella fase acuta della psicosi potrebbe sembrarti come un bambino piccolo. A volte ha bisogno di sentirsi in un ambiente sicuro e confortevole ed ha bisogno di aiuto per prendere delle decisioni.

Non te la prendere se ti dice parole offensive quando non sta bene.

Quando si trova nella fase acuta della psicosi ha idee e convinzioni fisse, perciò non ti mettere a fare lunghe discussioni, ma ascolta con interesse quello che dice per poter capire la sua realtà per dimostrarle la tua comprensione e per discuterne insieme quando si starà meglio.

Riguardati. Devi cercare di raggiungere un equilibrio fra cure e preoccupazioni, senza esaurirti.

Come posso rendermi utile ai fini della guarigione?

La famiglia, il partner e gli amici sono molto importanti durante il periodo di ricupero. Quando una persona si sta rimettendo da un episodio psicotico puoi darle affetto, stabilità, comprensione, e rassicurazione ed anche aiuto con le questioni di carattere pratico.

Però anche tu potresti aver bisogno di un periodo di ricupero e di adattamento per far fronte all’accaduto. A tale scopo potrebbe esserti utile capire alcune delle fasi che hai attraversato.


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permalink | inviato da villadeifiori il 12/4/2008 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 aprile 2008




Quali sono i segni premonitori della psicosi?

Spesso ci viene chiesto quali sono i sintomi che precedono la psicosi (prodromi), di come sia possibile riconoscerli in tempo e quindi essere adeguatamente trattati.
 Le famiglie spesso si rendono conto che c’è qualcosa che non va, anche se non sanno esattamente quale sia il problema e cosa stia succedendo: è facile ad esempio confondere i segni premonitori di una psicosi con il cambiamento dovuto all'adolescenza e alla sua normale "esuberanza".
Prima che si manifestino i sintomi evidenti della psicosi, la persona mostra alcuni cambiamenti comportamentali. Questi cambiamenti si chiamano segni premonitori ed emergono subito prima della psicosi nella fase che prende il nome di “prodromo”. I primi segni sono vaghi e poco visibili. L’importante è osservare se vanno peggiorando o se semplicemente non spariscono. I segni premonitori cambiano da una persona all’altra. Nella fase prodromica, potrebbero esserci dei cambiamenti nel modo in cui la persona descrive le sue emozioni, i suoi pensieri e le sue percezioni.

Tuttavia a questo punto non ha ancora provato sintomi psicotici veri e propri quali allucinazioni, deliri o confusione delle funzioni mentali.

SEGNI PREMONITORI

Una persona potrebbe divenire:

- sospettosa

- depressa

- ansiosa

- tesa

- irritabile

- pronta all’ira

Una persona potrebbe avvertire:

- sbalzi di umore

- disturbi del sonno

- cambiamenti dell’appetito

- perdita di energia o della motivazione

- difficoltà della concentrazione o della memoria

Una persona potrebbe credere che:

- le sue funzioni mentali siano molto rapide o molto lente

- le cose siano in qualche modo diverse

- l’ambiente che la circonda sia cambiato


Spesso i familiari e gli amici sono i primi a notare i cambiamenti.


I familiari e gli amici potrebbero notare se:

- il comportamento di una persona cambia

- il suo lavoro o i suoi studi peggiorano

- diventa più isolata o si chiude in sè stessa

- non si interessa più dei rapporti sociali

- diventa meno attiva

Le famiglie spesso si rendono conto che c’è qualcosa che non va anche se non sanno esattamente quale sia il problema.

I comportamenti di questo tipo potrebbero essere una reazione di breve durata ad avvenimenti stressanti, come ad esempio problemi a scuola o al lavoro o nei rapporti personali. D’altronde potrebbero essere i segni premonitori dell’insorgenza della psicosi, quindi è importante che vengano controllati.

Se desiderate ulteriori notizie su questo argomento potete lasciare un vostro commento sul post o scriverci su villa.fiori@libero.it. Altri articoli sulla psicosi li trovi nella rubrica Psichiatria e Psicoanalisi


22 marzo 2008


 Che cosa si intende per “Primo-Episodio di Psicosi"?


Il primo episodio di psicosi si riferisce alla prima volta in cui una persona mostra sintomi psicotici oppure
soffre di un episodio psicotico. Chi soffre di un episodio psicotico per la prima volta non si rende conto di quello che gli sta accadendo. I sintomi potrebbero essere estremamente tormentosi e completamente sconosciuti e potrebbero lasciarlo in uno stato di confusione e di angoscia che potrebbe aumentare, a causa dei negativi miti e stereotipi sulle malattie mentali che sono ancora molto comuni nell’ambito della comunità.
L’episodio psicotico avviene in tre fasi, la durata delle quali differisce da una persona all’altra.

Fase 1: Prodromo

I primi segni sono vaghi e poco visibili. Potrebbero esserci dei cambiamenti nel modo in cui la persona descrive le sue emozioni, pensieri e percezioni.

Fase 2: Acuta

La persona accusa chiaramente sintomi psicotici, quali allucinazioni, deliri o confusione delle funzioni mentali.

Fase 3: Ricupero

La psicosi è curabile e la maggior parte delle persone si rimette. La fase di ricupero varia da una persona all’altra.

I pazienti che soffrono di un “primo episodio psicotico” guariscono, ed in molti casi questi episodi non si ripetono mai più.


Se desiderate ulteriori notizie su questo argomento potete lasciare un vostro commento sul post o scriverci su villa.fiori@libero.it



 

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