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18 gennaio 2012


Io non sono un aspettativa. Io non sono un limite. Io sono infinito.
Per la prima volta mi mordo le labbra e mi tocco il viso come una scoperta. Certo la sensazione è strana, che assomiglia un po’ a quella di quando abbiamo davanti qualcosa di bello, ma che iniziamo a sottovalutarla e poi a dimenticare che esista.
Come si dice? “ Certe volte per ricordarsi di quanto si ami qualcuno è giusto allontanarsene”. Beh questo percorso è stato così. Sono giunta all’ultima settimana qui a villa dei Fiori e mai come ora mi accorgo che ora mi ascolto. La paura mi affianca ma ora comando io, ci parlo e le dico : “ apri gli occhi la tua paura di vivere è tale da tagliarti le gambe”….” Smettila di darti aspettative, perché quella è finzione che va a braccetto con la perfezione, e tutto ciò non ti appartiene. Ecco perché nasce in te quell’ansia che ti chiude lo stomaco e ti toglie la voce.”
Questo percorso mi ha per la prima volta fatto capire che la Wonder Women non esiste e che sono perfetta quando sono me stessa, io Lola, l’imperfetta caotica e caciarona Lola. Non più la Lola che fa tanto, la Lola che scrive, lavora studia e opportunità da raggiungere, ma la Lola che si ascolta e decide Ciò CHE è GIUSTO PER LEI. Ora guardo i miei genitori e sorrido, perché so che per loro rimarrò sempre la piccola Lola…con un papà che ti accompagna in stazione per un esperienza importante e che ti mette apposto i capelli e la sbavatura del rossetto prima di andarsene…la mamma che ti chiama e si accerta che tu sia viva se sono le tre di notte e ancora non ritorni a casa. Nel momento che sono riuscita a capire che non sono loro che devono avere fiducia in me, ma ero io in primis ad averlo di me stessa , beh è stato li che ho fatto CLICK. Ora ho bisogno dei miei spazi, ora ho bisogno dei miei silenzi , e delle mie esigenze e nessuno deve calpestarli perché non sarò io per prima a farlo.

Lola

 


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2 dicembre 2011


 

Delle persone care ho nel cuore

Che mi mettono di buon umore

E tutto questo non è un difetto

Perché ci scommetto

Che l’affetto è ricambiato

Dopo un abbraccio da loro riapprezzato.

 

 

 

Star con voi mi riempie il cuore

Star con voi è un ritmo d’amore

E tutte le sere vi penserò

Per star con voi ancora un po’.

 

Bambi


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26 novembre 2011


Sono giunta alla conclusione che il perno su cui ruota la mia malattia è la mia paura,anzi le mie paure. Tutti i miei sintomi sono il palliativo di queste paure. Se le guardo tutte insieme mi sembrano un muro insormontabile: come ho detto alla dottoressa devo affrontarle una per una, mattoncino dopo mattoncino; non mi resta che scegliere da dove cominciare.

Una delle mie paure più grandi, se non proprio la più grande, è la paura del mio corpo. Non posso vivere se passo il 100% del mio tempo a odiare ogni centimetro del mio corpo, perché questa paura mi porta a desiderare la scomparsa della mia massa fisica e a farlo con metodi auto lesivi. Finchè odierò il mio corpo non avrò mai un attimo di pace.

Solo mi chiedo: da dove comincio? Come faccio?

Oggi per la prima volta mi sono fatta fare un massaggio. Non ero mai riuscita a farmi mettere le mani addosso da nessuno; ma a parte la paura, è stato piacevole. Forse questa è la chiave: delle piccole gratificazioni quotidiane che mi aiutino pian piano ad associare al corpo non solo malessere, paura, vergogna, ma anche un briciolo di piacere. Forse così riuscirò a superare la paura di sentirmi e di mostrarmi, vedermi ed essere vista.

 

Yleia   

    


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26 novembre 2011


 

Caro Diario,
che settimana intensa. Le consapevolezze cominciano a diventare tante, e i muri delle case che cadono non mi fanno più paura. Sto ricostruendo mattone per mattone una villa come dico io.
Ma prima di ricostruire ho visto dove potevo migliorare e per farlo inevitabilmente dovevo guardarla,la casa. Bhè a dire la verità non è tanto male. Ha due fondamenta belle forti che la sostengono e una bella facciata , con delle finestre ampie in grado di far penetrare tanta luce all’interno. Il colore esterno però è un po’ sbiadito quindi ho deciso di darle una bella riverniciata. La cosa però che non ho pensato, e che solo ieri mi è venuto in mente, è stato il fatto che probabilmente all’interno della casa nei periodi autunnali potrebbero entrare foglie a sporcare, e nei mesi invernali il gelo a ghiacciare i pavimenti. Necessario quindi sarebbe cambiare le finestre e magari metterne di più resistenti, e perché no una bella serratura nuova per impedire che i ladri entrino a rubare ciò che è a me più caro.
Durante questa settimana ho dovuto fare pace con una rabbia assurda che pian piano analizzando riuscivo ad evolvere in qualcosa di positivo. La sento come un’energia che parte dal petto e che preme verso la gola e che vuole, anzi deve uscire. Molte delle rabbie sono state in realtà, rabbie verso la malattia e quanto tempo mi ha tolto per stare appreso a stupidi,idioti infantili meccanismi, a partire dall’Egocentrismo e la necessità di sentirsi al centro, come la casa più bella e accogliente del mondo, dove fare feste, cene, invitando chiunque. E non importa chi sia, l’importante era non sentirsi mai soli, per evitare di fare i conti con la vera parte , che è talmente bella che mi fa paura.

 

Lola


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20 novembre 2011


 

 

Non so perché, ma oggi mi viene da vestire i panni di quei genitori con figli come noi e non posso far altro che provare un profondo senso di tenerezza mista ad un altrettanta profonda empatia.

Li vedo in tutte le pose, come le belle statuine, un gioco di quando ero bambina in cui ci si doveva mettere in posa, appunto, avanzando verso la parete senza che il “fabbricante”, attaccato alla parete, percepisse le mosse dei giocatori.

Ecco, proprio come quelle statu, quei poveri esseri umani- da noi tanto eroicizzati- fanno passi verso di noi per aiutarci e devono stare attenti a non farsi beccare ma pure ad arrivare alla meta: questo muro che ci siamo create e che grazie a loro riusciamo, poco a poco, a sgretolare.

Questi esseri a volte rumorosi, a volte silenti, sono sempre là, ad aspettare semplicemente che le loro braccia tese ricevano un qualche segnale da parte nostra, fosse anche uno sfioramento.

Oggi mi sento un po’ genitore anch’io, perché se non avessi abortito 18 anni fa sono sicura che anch’io mi comporterei come loro. Come i miei genitori.

 

Poppy

 


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14 novembre 2011


 

Finalmente quella rabbia e fastidio che provavo verso alcuni comportamenti esterni alla mia persona si sono trasformati in compassione. Una compassione così profonda ed intima da rendersi quasi dolorosa per l’intensità con cui si è sviluppata. Ma quello che fa più male è l’aver capito che non si può aiutare nessuno se quest’ultimo non è il primo a volerlo.

Ed è qui, a questo punto, che dovrebbe insinuarsi un’amica di vecchia data: l’impotenza.

Con meraviglia mi accorgo che non è così: il vero egoismo in fondo consiste proprio in questo… lasciare che il prossimo trovi la propria via senza che io debba trasformarmi in continue segnaletiche stradali.

Per quanto mi riguarda sento di aver imboccato il giusto cammino.

E per il momento questo mi colma di orgoglio e mi infonde molta tranquillità.

 

Poppy

 


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25 ottobre 2011


 

Settimana strana questa: non riesco a definirla altrimenti. Ho addirittura lo smalto sulle unghie, credo siano anni che non ne mettevo. Accenni, piccoli, di femminilità sepolta e negata. Bolle troppo e di tutto in pentola. Si alternano giorni si a giorni no. La novità più evidente è che questi ultimi riesco a gestirli meglio rispetto agli inizi.

Un’incognita ancora tutta da svelare riguarda la gestione degli spazi vuoti.

So perfettamente che dovrei sforzarmi a lavorare per dar loro un altro senso, prima tappezzato adeguatamente dalla barbona. Avverto la difficoltà di questo impegno ancor più che per l’ingestione degli alimenti. Capisco che sono ancora loro i miei punti deboli: il vuoto equivale alla mancanza di riflessione, di pensiero, l’abbuffata aiutava a distrarmi, a deviare il pensiero da quella sensazione di fallimento umano che rappresentavo, che sentivo di essere.

Ora ce l’ho davanti: nessun tipo di arma se non me stessa, la mia mente, la mia motivazione.

Queste pagine sono una piccola conquista… il vuoto che sentivo l’ho colmato di riflessioni che poi ho trascritto.

Poppy


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25 ottobre 2011


 

Oggi è il giorno del diario ed è appena arrivata la Doc a darci il buongiorno, questo mi mette tanta allegria.

Questa per me è stata una settimana difficile, piena di incomprensioni, date soprattutto dal mio carattere impulsivo, con le infermiere. Ho difficoltà ad ammettere i miei sbagli e a metabolizzarli, ho difficoltà a contare fino a 10 prima di parlare. I rimproveri che prendo qui mi stanno facendo crescere. Piano piano so che ce la posso fare a migliorare questo aspetto del mio carattere, questo fine settimana mi sono impegnata e sono stata più tranquilla, ho parlato con me stessa e poi tutto il resto è venuto da sé… grazie Doc!!!

Sento tanta nostalgia della vita fuori, del divertimento e di un amore…anche se ho sempre in mente Alessio, una storia rimasta in sospeso e che dentro di me ancora vive e viaggia, un bel ricordo.

Ho voglia di tornare nella mia camera, non nego la mia paura, però la mancanza è tanta. Spero che le cose procedano per il meglio, ci sto male, anche se sento che di passi in avanti li sto facendo e sono fiera di questo. Mi devo fare le ossa.

Io mi sento sporca dentro quando mangio, se non mi muovo e tolgo quel sfottuto cibo, devo muovermi, mi manca la presenza di papà, devo sentire il vuoto dentro, devo sempre consumare, mi devo fare per forza due docce al giorno anche senza aver sudato, sto male… cosa c’è ancora dentro di me??? Vi prego aiutatemi.

Sono brutta, i sento un cesso, voglio sempre sentirmi dire che sono bella, non ho voglia di truccarmi, ma lo faccio comunque. Mia piace prendermi cura di me, ma adesso sento di non farlo per me al 100%, ma per stare alla pari con le altre… basta!!!

Grazie Poppy, sei una grande amica e ti voglio bene; mi ha fatto tanto piacere aver conosciuto Lola è una ragazza molto simpatica; sono contenta di aver visto dei cambiamenti positivi in Bambi anche nei miei confronti, piccoli ma ci sono e questo mi da gioia.

Arcobaleno


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25 ottobre 2011


 


Paradossale!!! Sto bene, non ho strani pensieri, la barbona sembra essersi rassegnata e la mia mente fa cilecca: nulla da esprimere. Tabula rasa.

Ho difficoltà nell’esprimere il “buono” perché troppo concentrata sul negativo.

Ci sarà un motivo per cui i più grandi siano stati definiti “poeti maledetti”. L’odio, l’ansia, il panico sembrano essere terreno fertile per le più grandi manifestazioni oratorie e cartacee.

Beh, allora cosa dire?? Finalmente sento di nuovo il “piacere” nel prendermi cura di questo corpo. Nulla di più.

La terapia d’urto consigliatami dalla Doc, all’inizio per me ingestibile e fonte di continua ira e fastidio, inizia a sortire i suoi benefici effetti.

E con ciò credo d’aver scritto il mio poema più soddisfacente!!!
Grazie Doc!!

                                                                                       Poppy


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25 ottobre 2011


 


Mi trovo su una montagna e osservo tutto dall’alto. Faccio una piccola rivoluzione copernicana nella mia vita.

Per molto tempo, a causa della malattia, ho pensato che non fossi degna di vivere, e gioire ogni giorno del sole, di un sorriso o di un amore. Il dolore mi mangiava l’anima.

Questa settimana ho tolto la nebbia dalla mente che mi offuscava la vista, e ho iniziato a prendere consapevolezza del mio corpo come un bambino nei primi anni d’età.

I miei occhi hanno una luce diversa, perché mi vesto di fiducia, alzandomi la mattina stringendo tra le mani qualcosa di prezioso: la libertà di scelta… Io scelgo di VIVERE!!!

Lola


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